VERO O VEROSIMILE? Riflessioni, parte 1

VERO O VEROSIMILE? Riflessioni, parte 1

PRIMA PARTE

Giovanni Papini scriveva nel suo monumentale Giudizio Universale:

“La terra era popolata da innumerevoli dei, ma qual era, in quella turba immensa, il dio vero? Come avrei potuto riconoscerlo? Aveva forse un contrassegno particolare?”

arte antica

Una di queste domeniche, del recente passato, ho avuto occasione di visitare una mostra di libri rari e antichi in una villa che ha avuto come genitori il Piermarini e il Pollak. Girando tra queste stupende sale con i soffitti affrescati con immagini dolci che fanno pensare ad un mondo fantastico ma surreale, osservavo, dalle ampie finestre a balcone, un parco stupendo popolato da alberi secolari e rari che hanno assistito a tutto lo stravolgimento della storia in questi due secoli e anche alla secolarizzazione del gusto, e in modo particolare dell’arte. Certo, chi si poteva permettere il lusso di una simile villa aveva anche il gusto e il piacere di scrivere un pezzetto di storia del bello e dell’estetica intesa in senso kantiano.

Tornato al presente osservavo in modo distratto e quindi poco nobile quanto era esposto. Ho sempre avuto un timore reverenziale verso chi era in grado di rendere espliciti i propri pensieri che avevano il potere di allargare i limitati confini del nostro sapere.

Il mio interesse si è fermato su un espositore di libri divulgativi e saggi riguardanti l’arte, in modo particolare la pittura. Tra qualche centinaio di libri frugavo alla ricerca, senza fortuna, di un opuscolo di Lionello Venturi (1885-1961): un piccolo trattato, scomparso, di ermeneutica sul mercato dell’arte scritto di getto, o quasi, completamente con stile aneddotico, indispensabile per chi volesse comprendere come ha funzionato il mercato dell’arte nella storia. Il formato di un libretto di Catechismo e quasi con gli stessi contenuti di verità; il libretto appartiene ad un passato lontano, l’ho letto alcune decine di anni fa ma sarebbe una lettura educativa per chi si occupa del mercato dell’arte anche oggi e per porre freno alle frenesie dalle quali sono presi coloro che possiedono opere d’arte di autori importanti (o presunti tali ) e vorrebbero essere rassicurati sulla paternità di esse.

Il Venturi accompagna il lettore nel mondo della pittura, e mette in guardia i novelli mecenati, assolutamente disorientati, dal desiderio di fare quattrini con l’arte.

L’opuscolo del Venturi è stato scritto negli anni cinquanta, un tempo in cui i falsi circolavano, come è sempre stato, ma non in modo così diffuso come ora. I moderni mercanti d’arte non sono mossi dagli stessi ideali di Mecenate, anzi, molto spesso sono privi di qualsiasi competenza estetica e quindi il fine ultimo è quello molto materiale di fare quattrini.

... per leggere la seconda parte, clicca QUI

Posted on 12/06/2016 by prof. Mario Carnaghi Home, Vero o verosimile? 0 758

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